Covigliaio durante la 2° Guerra mondiale

CRONACHE DI GUERRA

 

Le poche righe riferite al passaggio del fronte nell’anno 1944 sono state scritte dal parroco di S.Matteo a Covigliaio, Don Francesco Galeotti (1886 – 1991)

 

La sua vita fu essenzialmente quella di uomo di preghiera: ricoprì, infatti, le mansioni di confessore nella struttura del Seminario in Firenzuola, dove operò sempre con mitezza e comprensione

 

“ L’anno 1944 è stato funesto per tutta l’Italia, perché la guerra mondiale ha percorso ogni angolo della nostra Patria. Anche in questa Parrocchia la popolazione tutta ha dovuto subirne i tristi effetti.

Dal momento in cui gli eserciti americano e inglese sbarcarono in Italia, le truppe tedesche si ritiravano ogni giorno asportando dietro a sé uomini, bestie e roba di vario genere, creando nelle popolazioni spavento e terrore per le varie rappresaglie che qua e là effettuavano mettendo a morte vari borghesi, donne e bambini compresi.

Stando così le cose, nel Luglio 1944 tutti parrocchiani furono costretti ad abbandonare le proprie case e rifugiarsi nella valle del Savena, nel folto bosco dove ogni famiglia si era preparata un capannello di frasche e dei rifugi sotterranei per difendersi dalle schegge . Anche il parroco seguì la stessa sorte dei parrocchiani  ed in una capanna celebrava la S.Messa alla quale i fedeli assistevano con devozione, pregando fervorosamente.

I soldati tedeschi venivano spesso ai nostri capanni per depredarci il pane e quant’altro avevamo preparato per il nostro sostentamento. I nostri uomini dovevano vivere rintanati nei nascondigli i più reconditi, per non essere scorti e asportati.

Questo stato di cose dolorose durò fino al 27 Settembre, epoca in cui dietro accaniti ed accesi combattimenti, i tedeschi dovettero ritirarsi ed avanzarono, allora, le truppe americane le quali, subito, offrirono roba da mangiare e sigarette… E così potemmo tornare alle nostre case e, per tutto l’inverno, vivere unitamente ai soldati americani che furono, nella maggioranza, buoni e di cuore, dando a tutti da nutrirsi.”

Author: alessandro

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