Testimonianze

Testimonianze

Scrittori e viaggiatori più o meno noti hanno lasciato testimonianze sul loro passaggio da COVIGLIAIO.

Nel 1818 su una guida compare questa descrizione paesaggistica e turistica della strada.

 

Fino alla seconda posta la strada è deliziosa in mezzo a delle colline coperte di viti e di ulivi. Alla distanza di circa tre miglia si incontra nel luogo detto TRESPIANO il moderno cimitero pubblico per uso di Firenze. A sei miglia si lascia a mano destra PRATOLINO , magnifica villa reale , d’architettura di Bernardo Buontalenti , …. proseguendo il viaggio scorgesi a nord sopra un’eminenza il convento di MONTESENARIO. Passato Tagliaferro , s’incontra a destra la vecchia strada di Bologna , che andava al villaggio di Scarperia e quindi , passato il Giogo a Firenzuola , castello bagnato dal fiume Santerno in una fertile vallata di dove sigiunge direttamente a Pietramala.

Da CAFAGGIOLO a COVIGLIAJO si va quasi sempre montando. Alle Maschere ,presso la Villa Gerini , si gode di una bella veduta. Fermandosi in questo albergo si divide il viaggio in due parti , e si va a riposare a Pietramala , dogana di frontiera fra Filigare e COVIGLIAJO.

Notevole è la testimonianza del famoso poeta inglese SIR WALTER SCOTT.

Anche a lui, colpito da paralisi era stato consigliato, per rimettersi in salute, il clima dolce dell’Italia.  Su una nave messagli a disposizione arrivò fino a Napoli, dove si trattenne per tutta la primavera del 1832.  A maggio venne a Firenze e in compagnia di suoi figli Carlo e Anna e del genero Sir John Gibson Lockhart “il 17 di questo mese, in una giornata fredda e triste, scrive il Gibson stesso, passò l’Appennino e desinò sulla vetta della montagna. La neve e il paesaggio gli ricordavano la Scozia e vedendoli si rallegrò alquanto. La notte dello stesso giorno giungeva a Bologna”.  Nel suo diario Walter Scott non menziona questa sua traversata perché gravemente ammalato ma tutti sapevano della sua festa per la neve al Covigliaio, dove, come accenna il suo storico, per la grande allegrezza nel veder nevicare, volle scendere sulla via ripetendo: bene!…bene!…belle montagne, belle montagne!…io riveggo i nostri vulcani fra la neve antichi!…”  (fra l’altro era forse uno dei pochi a entusiasmarsi per la neve il 17 Maggio)

Altro personaggio famoso che si fermò al Covigliaio fu LORD GEORGE BYRON, ma per le sue idee antimonarchiche,esiliato dalla patria, non venne molto considerato. Egli fece due volte la strada da Bologna a Firenze passando con la “Posta” dal Covigliaio, senza però farsi conoscere. La prima volta fu verso la fine dell’Aprile 1817, la seconda il 31 Ottobre 1821, in compagnia del Rogero altro poeta suo amico. Ciò lo si rileva dall’Epistolariodel Byronrivisto e ordinato dal suo editore ed amico Thomas.

Prima ancora anche il Machiavelli parlando della venuta del Valentino a Firenze, accenna al fatto che lo stesso,venendo da Cavrenno, passa da Pietramala per proseguire per lo Stale e Barberino. Questa via era considerata assai più umana di quella del Sasso. Dice infatti che il Sig. Luogotenente (il Guicciardini)ha ragionato di questo cammino …… e che presso a quattro miglia allo Stale é un luogo dello COVIGLIANO, dove é un cattivo passo e possi fare ancora più cattivo…….”

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