Nascita di Covigliaio

Storia

Il termine COVIGLIAIO deriva probabilmente dalla parola covile dalla posizione geografica della località posta al riparo dagli agenti atmosferici e quindi posto adatto ad accogliere i passeggeri che passavano nella zona.

La storia di Covigliaio non è molto antica anche se ne parla in una sua lettera Niccolò Machiavelli nel 1526.

E’ nella seconda metà del XVIII secolo che il posto acquista una certa importanza perchè viene costruita la nuova strada che attraversa l’Appennino in alternativa alla vecchia via che da Pietramala scendeva a Le Valli poi a Firenzuola quindi a Cornacchiaia e a Castro S.Martino, risaliva l’Appennino verso Osteria Bruciata per riscendere poi verso S.Agata e S.Piero a Sieve.

Coll’avvento dei Lorena si sentì la necessità di una via di comunicazione efficiente con il Nord Italia e l’Austria.

Fu così deciso l’ammodernamento della Bolognese in modo che fosse percorribile in ogni stagione con le carrozze a quattro ruote per i viaggiatori e i barrocci per le merci.

Il progetto dell’Ing Anastasio Anastagi prevedeva la costruzione ex-novo di un tratto di parecchie miglia da Novoli (alle porte di S.Piero a Sieve) a Pietramala con allargamenti e spianamenti  dalla porta di S.Gallo a Firenze fino alle Filigare dove la strada entrava in territorio pontificio.

Iniziata nel 1749 , la costruzione fu portata a termine nel 1752 e subito entrò in funzione , anche se si rilevarono alcune manchevolezze rimediate con costosi lavori supplementari.

Lungo questa strada furono costruite in particolare tre poste con locanda : Le Maschere , Montecarelli e Covigliaio che acquistarono sempre maggiore importanza rispetto a quelle sulla vecchia strada transappenninica.

“Notevoli (a proposito del Covigliaio) sono la purezza e la proprietà della lingua italiana, l’indole buona e rispettosa degli abitanti nonchè l’aria fine e l’abbondanza di acque purissime che hanno reso il Covigliaio un centro moderno di dimore estive fra i più gradevoli del nostro Appennino Toscano” (da Em. Bertini: Le dimore estive e Una gita al Sasso di Castro)

Nell’Albergo LA POSTA,poi Albergo GIANNA  e oggi VILLA LE ORTENSIE, la notte del 14 Novembre 1794 furono arrestati dalle Guardie Svizzere del Tribunale dell’Inquisizione dello Stato Pontificio di BOLOGNA gli studenti GIOVANNI BATTISTA de ROLANDIS (Asti 1774 – Bologna 1796) e LUIGI ZAMBONI (Bologna 1772 – Bologna 1795) i veri ideatori della bandiera italiana.   I due studenti avevano svolto un’intensa attività patriottica  nel tentativo di una sollevazione generale contro la dominazione dello Stato Pontificio. I due studenti assunsero il comando della sommossa ma furono traditi da una spiata e nella notte fra il 13 e il 14 Novembre 1794 i due furono sorpresi e catturati presso l’Albergo LA POSTA di Covigliaio. Furono incarcerati e condannati a morte; de ROLANDIS fu poi giustiziato il 23 Aprile 1796 mentre ZAMBONI si tolse la vita prima dell’esecuzione.

EREMO DI S.DONNINO

Essendo esteso il territorio di Castro, per i bisogni spirituali della popolazione vi furono stabilite due Cure, cioè due succursali S.MATTEO A COVIGLIAIO e S.JACOPO AL MONTALE. Fra queste si trovava il deserto EREMITAGGIO DI S.DONNINO, nascosto ai piedi del Sasso di Castro, dove si dice abitassero con chiesa degli eremiti ossia Monaci solitari.

Di questo eremo non è rimasto altro ricordo che una campanella a S.Jacopo e una a Covigliaio che si dice gli appartenessero.

Dalla iscrizione che si trova scolpita in quella del  Covigliaio parrebbe che quell’eremitaggio appartenesse al Monastero di Settimo.

E pensando come questi monaci possedessero tutto lo stale vicino, la supposizione non è certo infondata.